Ergonomia e lavoro, Salute e benessere

World Patient Safety day e metodo MAPO

metodo mapo

Il 17 settembre ricorre il “World patient safety day”. In occasione di questa giornata internazionale, parliamo di sicurezza del paziente e degli operatori sanitari, valutata attraverso il metodo MAPO.

https://www.who.int/campaigns/world-patient-safety-day/2020/campaign-materials/campaign-logos

metodo MAPO

Quest’anno il tema si incentra sul miglioramento della diagnosi per la sicurezza del paziente, con il seguente slogan “Get it right, make it safe!”. 

In questa giornata i protagonisti che scendono in campo saranno i pazienti e le famiglie, ma non solo: operatori sanitari, leader del settore e responsabili politici, i quali andranno a sottolineare il ruolo fondamentale della diagnosi fatta in modo corretto e tempestivo. La sicurezza dei pazienti è uno dei principi fondamentali dell’assistenza sanitaria ed è ora riconosciuta come una sfida di salute pubblica globale in continua crescita. 

La campagna, lanciata dalla WHO  (World Health Organization) evidenzia quattro messaggi chiave per questo giorno: 

  1. Una diagnosi corretta e tempestiva è il primo passo per interventi preventivi e trattamenti efficaci: gli errori diagnostici rappresentano il 16% dei danni prevenibili per i pazienti. Una diagnosi accurata permette anche un corretto trattamento, al contrario di una diagnosi scorretta che può portare il paziente a non ricevere le cure adeguate e future complicazioni. 
  2. La comprensione del processo diagnostico è fondamentale per ridurre gli errori: come detto in precedenza, la diagnosi si presenta come un percorso tutt’altro che semplice. Si parte dalla presentazione iniziale del paziente, l’anamnesi, i test diagnostici, la discussione e la comunicazione dei risultati, il coordinamento e infine la diagnosi finale, il follow up e la rivalutazione. Alla luce di tutti questi step, gli errori possono verificarsi in qualsiasi fase. 
  3.  È disponibile una serie di soluzioni per risolvere gli errori diagnostici: avere delle risorse efficienti ( come tempo, personale, attrezzature e risorse finanziarie) mi permettono di ricevere una diagnosi accurata. 
  4. La diagnosi è un lavoro di squadra: una buona diagnosi non è fatta esclusivamente dal medico ma richiede la collaborazione degli stessi pazienti. La fiducia e l’appoggio da parte di entrambe le parti genera un aumento dell’aderenza ai piani di trattamento e di conseguenza al miglioramento dello stato di salute dei pazienti.Tutte le parti interessate ,dunque, devono essere coinvolte nel processo diagnostico. 

“Light up a monument” è il titolo dato alla bella iniziativa che proprio il giorno 17 settembre ha illuminato i monumenti con un fascio di luce arancione per evidenziare e ricordare l’importanza della corretta e tempestiva diagnosi per la sicurezza dei pazienti. La stessa WHO illuminerà l’iconico Jet d’Eau di Ginevra. 

metodo MAPO
© WHO / Chris Black

La Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente non è l’unica che condivide questo obiettivo: anche il metodo MAPO (Movimentazione Assistita Pazienti Ospedalizzati) condivide l’obiettivo di garantire la sicurezza sia degli operatori sanitari che dei pazienti all’interno degli ambienti di cura. 

Gli operatori sanitari, infatti, sono esposti a un importante rischio di sovraccarico biomeccanico durante le operazioni di movimentazione dei pazienti, soprattutto nei trasferimenti che coinvolgano pz. cosiddetti non collaboranti.

Questo metodo permette l’identificazione di situazioni a rischio e di implementare strategie per evitare incidenti durante la movimentazione e il trasferimento dei pazienti all’interno di un contesto ospedaliero. Un ambiente sicuro riduce gli errori operativi e i danni ai pazienti, migliorando la qualità complessiva dell’assistenza.

Questo metodo è utilizzato per riconoscere i disturbi muscoloscheletrici (DMS) del personale sanitario causate proprio dalle azioni di sollevamento senza supporto adeguato, l’allettamento e riposizionamento dei pazienti, letti e carrozzine da spingere e via dicendo.

Il metodo MAPO valuta diversi aspetti: 

  1. Analisi del Contesto: valuta l’ambiente ospedaliero e le operazioni di movimentazione dei pazienti.
  2. Valutazione del paziente: considera le capacità di movimento di ciascun soggetto. 
  3. Formazione del personale: gli operatori sanitari devono essere formati sui modi migliori per movimentare i pazienti, compresi i dispositivi e le diverse tecniche per ridurre al minimo il rischio di lesioni.
  4. Utilizzo di dispositivi di supporto: si promuove l’utilizzo di dispositivi di supporto ergonomici e sicuri per facilitare la movimentazione dei pazienti come sollevatori, barelle specializzate e cinture di sollevamento. L’obiettivo è proprio quello di ridurre lo sforzo fisico richiesto agli operatori sanitari, garantendo allo stesso momento massima sicurezza per il paziente. 
  5. Monitoraggio continuo e miglioramento: attraverso la raccolta di feedback e l’adattamento continuo delle pratiche.

Come posso ricavare l’indice di rischio?

Attraverso una formula il metodo MAPO evidenza un indice sintetico che riflette il livello di rischio consentendo così l’identificazione di misure preventive appropriate. I valori partono da 0 (= rischio assente) fino a >5 (= rischio elevato). 

Più è alto l’indice MAPO dunque, maggiore è il livello di rischio per gli operatori sanitari. 

Il calcolo dell’indice MAPO è dato dalla seguente formula:

metodo MAPO
  • NC/OP:  rapporto tra il numero medio dei pazienti totalmente NON collaboranti e operatori presenti nelle 24 ore. 
  • PC/OP :  rapporto tra il numero medio dei pazienti parzialmente collaboranti e operatori presenti nelle 24 ore. 
  • Fsoll (Fattore sollevatori):  adeguatezza ergonomica e numerica delle attrezzature utili a sollevare pazienti.
  • Faus (Fattore ausili minori): adeguatezza ergonomica e numerica delle attrezzature utili nello spostamento dei pazienti parzialmente collaboranti. 
  • Fcarr (Fattore carrozzine): adeguatezza ergonomica e numerica delle carrozzine
  • Famb (Fattore ambiente):  adeguatezza ergonomica degli ambienti utilizzati dai pazienti  non autosufficienti per le diverse attività assistenziali (camere degenza, bagni ecc)
  • Fform (Fattore formazione):  adeguatezza della formazione effettuata sul rischio specifico.  

Con il MAPO puntiamo a ridurre il rischio di DMS concentrandoci su due aspetti: 

  1. Ridurre l’indice stesso per ridurre, di conseguenza, l’indice di rischio. A ogni struttura dovrebbero essere forniti gli strumenti necessari per un sollevamento più sicuro e con una tecnica adeguata.
  2. Migliorare lo stile di vita e la qualità dell’assistenza e cura dei pazienti.

Come possiamo fare PREVENZIONE all’interno di questo ambiente ospedaliero?

  1. Sicuramente formare il personale sanitario e conoscere le tecniche di movimentazione ergonomica dei pazienti allettati.
  2. Conoscere le capacità fisiche e mentali del paziente in modo da sapere come comportarsi ed eventualmente come movimentarlo nel modo più sicuro sia per il paziente che per lo stesso operatore sanitario. 
  3. Implementare e utilizzare le attrezzature adeguate come sollevatori, imbracature e traversine in modo tale da alleggerire il più possibile il carico sulle articolazioni. 
  4. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre l’affaticamento muscolare andando a rinforzare la struttura muscolo-scheletrica, garantendo così supporto e protezione alle stesse articolazioni. 

In conclusione la Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente e il Metodo MAPO si incontrano nella promozione di un ambiente sanitario più sicuro e sano, sia per chi presta cure e sia per chi le riceve. Il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori attraverso l’applicazione del Metodo MAPO contribuisce direttamente alla sicurezza del paziente, riducendo così il rischio di incidenti o lesioni durante la movimentazione e assistenza.

Bibliografia

  • Cantarella, C., Stucchi, G., Menoni, O., Consonni, D., Cairoli, S., Manno, R., Tasso, M., Galinotti, L., & Battevi, N. (2020). . MAPO Method to Assess the Risk of Patient Manual Handling in Hospital Wards: A Validation Study. Human factors, 62(7), 1141–1149. https://doi.org/10.1177/0018720819869119