I tre meccanismi di gestione dello stress
Nella maggior parte delle situazioni la parola “stress” guadagna un’accezione negativa dalla bocca di chi ne parla: lo stress è da sempre descritto come qualcosa di cui avere paura, che ci esaurisce e stanca. Abbiamo visto in un precedente articolo che il nostro corpo considera stress qualsiasi fattore che perturba il suo equilibrio e che lo obbliga a ricrearne uno nuovo tramite dei meccanismi di adattamento. In una certa misura, gli stimoli stressogeni (“stressors”) sono necessari a rinforzare l’organismo ma se questi diventano persistenti il sistema va in tilt: si innesca un circolo vizioso che instaura uno stato infiammatorio cronico di basso grado. Ma cosa succede quando il nostro sistema è sotto stress? È possibile interrompere il circolo vizioso? La risposta è sì, è possibile interrompere questo circolo vizioso e ripristinare lo stato di healing tramite i tre meccanismi di gestione dello stress.
Cos’è il cortisolo
Quando attraversiamo un periodo di stress persistente, la nostra ghiandola surrenale produce cortisolo su comando dell’ipofisi. Il cortisolo, nominato anche “ormone dello stress”, ha il compito di regolare tutte le funzioni sistemiche allo scopo di consentire all’organismo di fronteggiare la situazione di allarme, fino a quando non si ristabilizza lo stato di equilibrio. Le funzioni del cortisolo sono diverse:
- Aumenta la gittata cardiaca, ovvero la quantità di sangue espulsa dal cuore in un minuto, per garantire irrorazione e ossigeno a tutti i tessuti;
- Aumenta la glicemia nel sangue per fornire energia all’organismo;
- Diminuisce le difese immunitarie e le reazioni infiammatorie per non sprecare energia in processi dispendiosi;
- Riduce la sintesi di collagene, proteina di cui sono composti i tessuti connettivi tra cui l’osso;
- Attiva le aree cerebrali deputate alle emozioni e alla memoria
Il problema sopraggiunge quando il cortisolo viene prodotto per un periodo troppo prolungato: in questo caso, tutti gli effetti in acuto del cortisolo possono diventare negativi in cronico. Pertanto:
- L’aumento della gittata cardiaca richiede un aumento della pressione, che in cronico aumenta il rischio di ipertensione;
- L’innalzamento della glicemia nel sangue è un segnale prodromico di rischio diabetico o di insulino-resistenza;
- L’abbassamento delle difese immunitarie rende la persona più suscettibile a infiammazione e infezioni;
- La diminuzione di collagene prodotto provoca una ridotta qualità del tessuto osseo, aumentando il rischio di osteoporosi;
- Nell’encefalo causa iperattività delle aree a cui si lega, provocando disfunzioni emozionali e disturbi della memoria e attenzione
È chiaro come l’aumento della produzione di cortisolo sia associato al rischio di una serie di patologie croniche, e questo spiega il motivo per cui lo stress figura tra i fattori di rischio di tantissime problematiche. In generale questa situazione fa aumentare l’infiammazione sistemica perché il cortisolo riduce la risposta immunitaria. Il problema è che più si protrae il periodo di stress, più cortisolo viene prodotto, più si crea infiammazione ed i sintomi fisici dell’infiammazione alimenteranno la genesi dello stress, instaurando un circolo vizioso.

I meccanismi di gestione dello stress interrompono il circolo vizioso
L’obiettivo è bloccare il cerchio che accentua le problematiche dell’infiammazione sistemica e recuperare lo stato di calma. Per fare questo è necessario stimolare l’attività del sistema parasimpatico, ovvero quella parte di sistema nervoso che si occupa dell’inibizione dei processi e favorisce il rilassamento e la quiete. Questo può avvenire tramite tre vie, che possiamo nominare come i principali meccanismi di gestione dello stress:
- La dieta e la salute intestinale: studiare il microbiota è sempre più frequente nella letteratura scientifica perché sempre maggiore è l’interesse intorno al tema. Il microbiota è l’insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino e contribuisce a creare uno stato di eubiosi, ovvero di corretta salute intestinale. Per questa ragione, alterazioni del microbiota possono portare ad uno stato di disbiosi, condizione legata ad una serie di problematiche. Si sa bene però che il nostro intestino comunica con diversi sistemi del nostro organismo, soprattutto con il sistema nervoso, tramite il cosiddetto asse intestino-cervello. Se, dunque, il nostro intestino è in salute, anche il nostro cervello ne risente positivamente.
- La meditazione e il rilassamento: anche la pratica meditativa e la mindfulness sono incluse tra i meccanismi di gestione dello stress. Queste discipline agiscono secondo un meccanismo psichico, in quanto contribuiscono a stimolare la riflessione e le emozioni della persona, e meccanico, tramite la respirazione diaframmatica. Il diaframma, muscolo primario della respirazione, è situato nel mediastino a stretto contatto con molti organi importanti quali i polmoni, parte del sistema digerente e il cuore; tra le strutture stimolate dal movimento del diaframma c’è anche il nervo vago, appartenente al sistema nervoso parasimpatico: la respirazione diaframmatica pertanto è in grado di indurre rilassamento muscolare e ridurre l’infiammazione.
- L’esercizio fisico: che muoversi faccia bene è chiaro a tutti e abbiamo descritto nel precedente articolo tutti gli effetti benefici dell’esercizio. Compiere esercizio fisico innesca una serie di modificazioni fisiologiche e psicologiche che inducono il sistema nervoso a lavorare più efficacemente, con un effetto molto positivo sulla salute mentale. Tra gli effetti fisiologici c’è l’aumento delle endorfine che apporta alla persona una sensazione di benessere, analgesia ed euforia, l’aumento del triptofano, precursore della serotonina detta anche “ormone della felicità”, aumenta il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) che concorre all’efficienza cognitiva; per ultimo, l’esercizio ha un effetto anti-infiammatorio sia perché è in grado di ridurre il tessuto adiposo, che libera sostanze pro-infiammatorie, sia perché stimola il nervo vago, che abbiamo visto ridurre l’infiammazione, tramite le respirazioni profonde, sia perché l’esercizio di per sé è in grado di inibire le citochine infiammatorie.
Ovviamente assume primaria importanza anche il supporto psicologico, che in questi casi è una risorsa fondamentale: la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a fornire gli strumenti per fronteggiare i momenti più pesanti.
“Mens sana in corpore sano” assume quindi un significato più che veritiero: mente e corpo sono in collegamento e la salute di uno concorre di riflesso al benessere dell’altro. Abbiamo dalla nostra parte tre potenti meccanismi di gestione dello stress che se portati avanti con costanza costruiscono il nostro completo benessere psicofisico.