Ergonomia e lavoro, Salute cardiovascolare

Sit? Stand? Sit to Stand! una proposta per ridurre la sedentarietà in ufficio

sit to stand desk

Se siete lettori assidui dei nostri articoli, non vi sorprenderà scoprire che la sedentarietà prolungata è un importante fattore di rischio, con cui si confrontano milioni di persone ogni giorno, per la salute cardiovascolare e il controllo del peso, e proprio per questo l’OMS ha stabilito delle linee guida per ridurre i comportamenti sedentari, favorendo uno stile di vita attivo. Oltre al tempo totale di sedentarietà, il tempo passato ininterrottamente senza muoversi sembra essere particolarmente deleterio per la funzione circolatoria, specialmente degli arti inferiori e per i sintomi di lombalgia. Una proposta che si sta rivelando particolarmente efficace e ben accetta in un contesto è il “sit-to-stand desk”, ovvero una scrivania regolabile in altezza tramite un sistema motorizzato che permette di alternare il lavoro al computer da seduti e in piedi. 

Sedentarietà ininterrotta

Quando restiamo seduti ininterrottamente per molto tempo (indicativamente, per più di 60 minuti), la muscolatura degli arti inferiori si inattiva, e questo sembra corrispondere a un peggioramento della funzionalità dei vasi e a una riduzione dell’afflusso di sangue. La ragione è da ricercarsi nella compressione dei tessuti stessi quando rimaniamo seduti, e al venir meno dell’azione di pompaggio del sangue a opera dei muscoli delle gambe, che favorisce il ritorno venoso quando camminiamo.

Una ricerca del 2018 di Baker e colleghi ha evidenziato come, nel corso di 2 ore di lavoro sedentario a videoterminale, la sensazione di discomfort percepita in diverse aree del corpo (collo, zona lombare, anche, cosce, ecc.) peggiori progressivamente, e che, contemporaneamente, si verifichi un leggero peggioramento delle capacità cognitive. 

Un altro studio, condotto da Duran e colleghi (2023), ha evidenziato come periodi di sedentarietà ininterrotta fossero inoltre associati a un peggior controllo glicemico e a un graduale aumento della pressione arteriosa.

Dovremmo quindi gettare la sedia dell’ufficio dalla finestra, e lavorare al computer stando in piedi? direi di no. Anche se stando in piedi il dispendio energetico è maggiore, siamo comunque in una condizione prettamente statica, associata a sua volta a edema posturale degli arti inferiori e a sintomi di lombalgia, comparabili a quelli percepiti durante la sedentarietà prolungata (De Carvalho et al., 2020).

Pause attive

Una proposta riguarda l’adozione di pause attive, che nella ricerca di Duran e colleghi si sono rivelate efficaci per contrastare gli effetti della sedentarietà, in particolare, pause di 5 minuti ogni ora hanno dato il riscontro maggiore in termini di affaticamento e discomfort, e ottimi risultati per il controllo glicemico.

Fidgeting

Vi ricordate il fidgeting? ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo articolo.

Il fidgeting sembra migliorare sia la funzione endoteliale che il controllo glicemico, rispetto alla sedentarietà “pura”, e aumenta (in maniera contenuta) il dispendio energetico.

Sit-to-Stand Desk

E veniamo finalmente alla star dell’articolo di oggi: le scrivanie “sit-to-stand”. Questo tipo di mobile permette, come dicevamo, di alternare tra lavoro seduto e lavoro in piedi, e ridurre i periodi di sedentarietà prolungata.

Alcune ricerche, raccolte nella meta-analisi di Chu e colleghi (2016) hanno confermato l’efficacia di questo strumento, con riduzione del tempo di sedentarietà comprese tra i 28 e i 104 minuti nell’arco della giornata lavorativa, distribuiti in numerose “sessioni” di lavoro in piedi, andando quindi a spezzare la sedentarietà prolungata.

È anche interessante notare come questi dispositivi vengano percepiti positivamente e impiegati nella maniera intesa. Sono inoltre disponibili sistemi più avanzati che monitorano il tempo di sedentarietà e generano dei gentili reminder per alternare la postura mantenuta.

Infine, esplorando questo mondo delle cosiddette “active workstations” vi potreste imbattere in soluzioni più elaborate, come i treadmill desk, dotate di un compatto tapis roulant su cui camminare mentre si lavora al computer. Sebbene siano meno studiate, anche questo tipo di scrivanie riduce il tempo di sedentarietà, sebbene generalmente con un pattern di utilizzo meno favorevole; in parole povere, il treadmill viene usato al massimo 1-2 volte al giorno, senza impattare particolarmente i lunghi periodi di sedentarietà ininterrotta su cui ci siamo concentrati in questo articolo.

Avete mai provato una postazione di questo tipo? vi incuriosisce? fatecelo sapere!

  • Baker R, Coenen P, Howie E, Williamson A, Straker L. (2018 ). . The Short Term Musculoskeletal and Cognitive Effects of Prolonged Sitting During Office Computer Work. Int J Environ Res Public Health. Aug 7;15(8):1678. doi: 10.3390/ijerph15081678. PMID: 30087262; PMCID: PMC6122014.
  • Chu, A. H., Ng, S. H., Tan, C. S., Win, A. M., Koh, D., & Müller-Riemenschneider, F. (2016). . A systematic review and meta-analysis of workplace intervention strategies to reduce sedentary time in white-collar workers. Obesity reviews : an official journal of the International Association for the Study of Obesity, 17(5), 467–481. https://doi.org/10.1111/obr.12388
  • De Carvalho, D., Greene, R., Swab, M., & Godwin, M. (2020). . Does objectively measured prolonged standing for desk work result in lower ratings of perceived low back pain than sitting? A systematic review and meta-analysis. Work (Reading, Mass.), 67(2), 431–440. https://doi.org/10.3233/WOR-203292
  • Duran, A. T., Friel, C. P., Serafini, M. A., Ensari, I., Cheung, Y. K., & Diaz, K. M. (2023). . Breaking Up Prolonged Sitting to Improve Cardiometabolic Risk: Dose-Response Analysis of a Randomized Crossover Trial. Medicine and science in sports and exercise, 55(5), 847–855. https://doi.org/10.1249/MSS.0000000000003109