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Pavimento pelvico ed esercizio: fattore di rischio o beneficio?

Tra la popolazione femminile, le disfunzioni a carico del pavimento pelvico sono molto comuni. In Italia, circa il 22% delle donne accusa sintomi tipici quali l’incontinenza urinaria, l’incontinenza anale e il prolasso degli organi pelvici (utero-vaginale). Tale condizione, che tende ad instaurarsi generalmente a seguito del parto e con l’invecchiamento, assume notevole rilevanza sociale, sia per l’incidenza sia per l’alterazione della qualità di vita di chi ne soffre.  

Cos’è il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico è la regione anatomica che chiude inferiormente il bacino corrisponde alla zona genito-urinaria-anale ed è costituita da tessuto muscolare e connettivale. Questa struttura può essere paragonata ad un’amaca che si estende dal pube fino al coccige e al sacro, la quale accoglie vescica, uretra, utero e canale vaginale (nella donna), retto e canale anale. Le sue funzioni garantiscono la minzione, la defecazione, la riproduzione, oltre che la biomeccanica del cingolo pelvico. Particolare importanza assumono quindi gli sfinteri in esso contenuti, anelli muscolari che gestiscono contrazione e rilasciamento del materiale contenuto negli organi pelvici. 

Disfunzione del pavimento pelvico: quali sono i fattori di rischio? 

Uno dei principali fattori di rischio dei disturbi del pavimento pelvico è costituito della gravidanza, condizione in cui si registrano variazioni di pressione intra-addominale con conseguente variazione dell’assetto posturale della regione lombo-sacrale. La menopausa rappresenta un ulteriore fattore di rischio, in cui il decremento ormonale comporta importanti modificazioni tissutali, come la riduzione delle fibre di collagene ed elastiche del tessuto connettivo, determinando così un deficit nei supporti connettivali e nella sospensione degli organi pelvici. Anche lo stile di vita può incidere: il sovrappeso e l’obesità, per esempio, aumentano il rischio a causa dell’aumento del peso in zona pelvica. Per quanto riguarda l’attività fisica, nel breve termine alcuni esercizi sono considerati un fattore di rischio, altri diventerebbero protettivi, soprattutto nel lungo periodo. 

Pavimento pelvico ed esercizio

Poiché l’obesità rappresenta un fattore di rischio per le disfunzioni pelviche, l’attività fisica mirata alla perdita di peso (attività aerobica, prevalentemente) è da considerarsi importante per prevenire tali disturbi. Tuttavia, non tutti i tipi di esercizio fisico risultano vantaggiosi. Gli studi, infatti, ci riportano come esercizi ad alto impatto, quali i salti e i rimbalzi ripetitivi, tendano a favorire l’incontinenza urinaria. Il meccanismo risiederebbe nelle continue sollecitazioni sul piccolo bacino che, a lungo andare, provocherebbero una riduzione della sua capacità di contenzione.
La prevenzione delle disfunzioni del pavimento pelvico inizia già in giovane età. Un recente studio ha dimostrato come le ragazze adolescenti che svolgono attività vigorose, come le acrobazie al trampolino, per più di 7 ore a settimana, hanno un rischio maggiore di sviluppare incontinenza urinaria da adulte. Il motivo risiederebbe nei cambiamenti ormonali, ossei e muscolari dell’età adolescenziale, che renderebbero la struttura pelvica più vulnerabile ad infortuni. Pertanto, attività ad alto impatto in questo periodo della vita, influenzerebbe negativamente la funzione del pavimento pelvico in età matura.
Al contrario, le persone che svolgono attività fisica moderata, come la camminata sostenuta, lo yoga o il Pilates, riportano meno episodi di incontinenza urinaria sia rispetto a chi svolge attività ad alto impatto, sia anche nei confronti degli individui sedentari. In aggiunta, la pratica di esercizi specifici di contrazione e rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico (conosciuti come esercizi di Kegel) e l’esecuzione regolare di esercizi di rinforzo addominale ne incrementano la capacità funzionale. 
Sebbene in letteratura non vi sia totale uniformità relativamente al ruolo dell’esercizio fisico nelle disfunzioni del pavimento pelvico, è possibile senza dubbio riconoscere l’importanza di rinforzare tale struttura, essendo costituita per buona parte da muscoli. Il rinforzo muscolare attuato con opportuni esercizi mirati alla regione pelvica è assolutamente consigliato per la prevenzione dell’incontinenza e del prolasso degli organi, in aggiunta ad un corretto stile di vita che preveda, se necessario, la perdita di peso.

  • Nygaard IE et al. Physical activity and the pelvic floor
  • Marques A et al . The status of pelvic floor muscle training for women