Attività fisica e declino cognitivo nell’anziano
L’invecchiamento è un processo molto complesso che influisce su diversi aspetti della sfera sociale e fisica che, a loro volta, inevitabilmente interagiscono l’una con l’altra. E’ oramai un concetto consolidato l’associazione (ed i benefici) fra attività fisica e funzioni cognitive e che l’invecchiamento comporti una diminuzione delle capacità motorio-cognitive riducendo la qualità della vita stessa dell’anziano. Con l’età anche il cervello va incontro a cambiamenti fisiologici, con la diminuzione dei neuroni, la perdita di mielina ed il calo del flusso sanguigno cerebrale che porta ad una limitata disponibilità di alcuni neurotrasmettitori. Ma come agisce l’attività fisica sul declino cognitovo nell’anziano?
Funzioni cognitive e invecchiamento
Dopo i 40 anni, il cervello va incontro ad un calo fisiologico del suo peso di circa il 5% ogni decade. Inoltre, questa diminuzione sembrerebbe accentuarsi dopo i 70 anni, anche se il processo principale per cui avviene questo fenomeno risulta ancora poco chiaro. Ciò che sembrerebbe certo è che i livelli di dopamina diminuiscano circa del 10% ogni decade dall’inizio dell’età adulta, e questo determina un declino nelle performance cognitive e motorie. La dopamina è infatti un neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolammine. All’interno del cervello funziona da neurotrasmettitore tramite l’attivazione dei recettori dopaminergici specifici e sub-recettori. Tali processi sono importanti a livello della corteccia prefrontale e dell’ippocampo e un’assenza di dopamina causa problemi a livello della memoria di lavoro e di conoscenza. Anche i livelli di serotonina diminuiscono con l’età, e quindi vengono meno gli effetti regolatrici sulla plasticità sinaptica e di neurogenesi che tale neurotrasmettitore ha nel cervello adulto. Inoltre, con l’avanzare dell’età vi sono altri fattori che possono diminuire la performance cognitiva, come alcune disfunzioni ormonali, nella regolazione del metabolismo del glucosio, del calcio e delle attività mitocondriali. La manifestazione più significativa di tali processi è una diminuzione della funzionalità mnemonica.
Attività fisica e funzioni cognitive: i benefici
L’attività fisica ha un duplice ruolo nel mantenimento della funzionalità cognitiva nell’anziano, che possiamo definire indiretto e diretto. Il ruolo indiretto riguarda le attività della vita quotidiana. Rimanendo fisicamente attivi, l’anziano continua ad eseguire attività comuni come uscire a fare la spesa, incontrare persone, etc. Queste attività favoriscono l’esecuzione di attività cognitive come fare dei calcoli, ricordare la lista della spesa, cucinare, sostenere delle conversazioni. Per quanto riguarda il ruolo diretto, l’attività fisica ha un ruolo protettivo, infatti ad un aumento del 10% di attività fisica eseguita corrisponde un decremento del rischio di sviluppo del morbo di Alzheimer. Inoltre, negli anziani sembrerebbe esserci un link fra attività fisica e l’aumento della materia grigia del cervello a livello della corteccia prefrontale e dell’ippocampo, con un miglioramento nella capacità di mantenimento dell’attenzione e di trattenere informazioni.
Qual è l’attività fisica migliore per contrastare il declino cognitivo nell’anziano?
Molti esperti raccomandano di eseguire attività di intensità moderata/vigorosa evitando attività ad alta intensità che richiederebbero una totale concentrazione sull’attività fisica tralasciando totalmente i processi cognitivi. Altri raccomandano intensità diverse in base a età, livelli di fitness, comorbilità, e altri fattori. Purtroppo, ad oggi non vi sono forti evidenze che una tipologia di attività e una particolare intensità producano risultati migliori rispetto ad altre. Sicuramente è certo che l’attività fisica, migliorando la circolazione e quindi l’ossigenazione tissutale a livello del cervello, si ricava, una nicchia preventiva contro lo sviluppo di demenze e altre malattie neurologiche.
- Koščak T.B. . Physical activity improves cognition: possible explanations
- Peters R.. Ageing and the brain