Nutrizione, Salute cardiovascolare

I 4 falsi miti sul colesterolo

Quante volte ci hanno detto che i cibi grassi fanno alzare i livelli di colesterolo? Che oltre al burro e al salmone, anche le uova andrebbero evitate completamente? Oppure che soltanto le persone anziane soffrono di colesterolo alto? Andiamo a capire più da vicino cosa sia realmente e quali siano le strategie per renderlo nostro alleato, per sfatare i più comuni falsi miti sul colesterolo.

“Esiste un colesterolo buono e uno cattivo”

La dicotomia che spesso viene utilizzata per distinguere il colesterolo LDL (cattivo) e il colesterolo HDL (buono) è in realtà una semplificazione che tralascia un’informazione molto importante: il colesterolo è indispensabile per la nostra sopravvivenza, non è né buono né cattivo, svolge semplicemente le sue funzioni:

  • E’ precursore degli ormoni sessuali, quindi in sua assenza non potremmo produrre testosterone ed estrogeni e non potremmo nemmeno riprodurci.
  • E’ precursore della Vitamina D che viene prodotta in seguito a esposizione solare.
  • Compone le membrane di tutte le cellule del nostro corpo e ne determina la densità (senza colesterolo saremmo squacqueroni sciolti al suolo).
  • Viene utilizzato per produrre gli acidi biliari, importanti per l’assorbimento intestinale di molte sostanze, tra cui i grassi.

In base a dove dev’essere trasportato il colesterolo nel sangue, si lega a diverse lipoproteine di trasporto, senza queste ultime, il colesterolo non potrebbe girovagare da solo nel nostro sangue. Le LDL lo trasportano alle cellule che lo richiedono, mentre le HDL percorrono il tragitto inverso, riportando al fegato tutto il colesterolo che non è stato utilizzato dalle cellule. La (scorretta) semplificazione tra buono e cattivo deriva dal fatto che se le LDL si accumulano in eccesso e i livelli di HDL non sono sufficientemente alti, il colesterolo resterà nei vasi e potrà contribuire alla formazione della placca aterosclerotica, aumentando il rischio di problematiche cardiovascolari.

Colesterolo e i falsi miti: buono e cattivo

Le uova fanno alzare i livelli di colesterolo

Le uova sono frequentemente demonizzate e si crede che un loro abuso sia responsabile dell’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, perché considerato un cibo grasso. In realtà, è stato addirittura dimostrato che un loro frequente consumo innalzerebbe i livelli di colesterolo HDL.

In generale, la causa del colesterolo alto non è soltanto il consumo di cibi ricchi di colesterolo, in quanto di tutto il colesterolo presente nei cibi ne viene assorbito soltanto il 10% ed inoltre l’assorbimento intestinale di colesterolo degli alimenti ha un plateau, che è circa di 500mg; di conseguenza, se di base si hanno livelli di colesterolo alti e si vuole fare attenzione, il consiglio è di raggruppare i cibi ad elevato contenuto di colesterolo nello stesso pasto. Così facendo, una volta superato il plateau, il resto sarà eliminato con le feci.

Il meccanismo attivatore dell’ipercolesterolemia risiede piuttosto nei frequenti picchi glicemici (leggi il nostro articolo per saperne di più) dovuti all’elevato consumo di cibi ad alto indice glicemico e di uno sbilanciamento nell’assunzione di grassi omega 3 e omega 6.  

Se ho il colesterolo alto è colpa della genetica

Esistono 2 tipi di ipercolesterolemia genetica, un fenotipo eterozigote (meno grave), che ha un’incidenza dello 0,2% (circa 1 caso su 500); ed esiste un fenotipo omozigote (più grave), che ha un’incidenza dello 0,0001% (1 caso ogni 1 milione di persone). Questo significa che la maggior parte delle ipercolesteremie è data dalle nostre abitudini alimentari e, per questo motivo, facilmente prevenibile modificando gli stili di vita.

Avere alti livelli di colesterolo è un problema che riguarda soltanto le persone anziane

Abbiamo chiarito precedentemente che, esclusa una ipercolesterolemia genetica, i livelli di colesterolo possono salire a causa di stili di vita errati (alimentazione non bilanciata, sedentarietà, fumo, consumo di alcol, ecc.) e ciò può verificarsi a qualsiasi età, non solo alle persone anziane. L’invecchiamento porta a processi di degenerazione di vari organi e tessuti, aumentando l’infiammazione dell’organismo, per questo motivo la diagnosi di ipercolesterolemia riguarda più spesso le persone della terza età, ma non dobbiamo pensare che sia una problematica esclusiva.